February 20, 2006

Che belle le scarpe della Littizzetto!

Ma che belle le scarpe della Littizzetto! Una bianca ed una nera, ma per il resto identiche.
La guardavo (ed ascoltavo) stasera alla tivù, mentre dava una mano a Fazio nel non troppo arduo compito delle previsioni del maltempo italiano.
Non posso certo illudermi che la Littizzetto sia una seguace dei miei consigli di moda. (Come ricorderete, fin dal settembre 2005 suggerivo di abbinare allo scontatissimo tweed, che, come previsto, non ha certo trionfato, scarpe di colore diverso fra loro.)
Tuttavia, pur non dubitando della sua originalità, sono compiaciuta ed onorata che anche la nostra sagacissima meteorologa segua l’anti- look da me prediletto.
L’intelligenza della sua mise di protesta era basata sull’antitesi fra l’abito così allineato, così correct sia per taglio, sia per scelta del tessuto, da poter essere definito “abito da mezza sera” e la scapigliatura delle scarpe, spaiate relativamente al colore, ma anche vagamente pierrottesche.
C’è di più: poiché l’abito non fa il monaco, al contrario è il monaco che giustifica il saio, alla Littizzetto va il mio applauso sincero per non aver scelto la sua mise per stupire, ma per essere in sintonia col suo mood e, forse, col suo disagio, che abilmente trasforma in risata.

September 22, 2005

Consigli d’igiene intima

Care ragazze, vorrei sussurrarvi qualche parolina all’orecchio.
Sono consapevole che l’argomento è delicato, ma non mi sento di lasciar correre.
Se usate gli assorbenti esterni, vi diffido dall’accordare la vostra fiducia al tipo a molle.
Per quanto riguarda la toilette intima, astenetevi categoricamente dalle abluzioni con prodotti provvisti di ventilatore.
Non vorrei, infatti, che questi presidi igienico sanitari, in caso di malaugurato guasto meccanico, provocassero danni assai maggiori dei benefici che di consueto indiscutibilmente apportano.
I giorni critici, lo, so, non sono più critici come ai tempi delle bisnonne.
Andate pure a cavallo, nuotate, danzate, praticate gli sport abituali.
Tuttavia, nell’ipotesi che desideriate passeggiare nei prati, per sedervi non disprezzate le pietre, se non avete alternative. Soprattutto, ponete la massima attenzione a non usare i petali blu giganti come improvvisati giacigli della vostra comprensibile spossatezza.
Non sarebbe la vostra condizione a provocare l’incidente, ma è quasi certo che, molle o non molle, finireste col sedere per terra!

September 14, 2005

Segnali di stile – Anna Piras – TSP

Filed under: Moda, Moda Donna, Televisione

Apprezzabile. Davvero apprezzabile il tentativo di Anna Piras, conduttrice dell’ edizione odierna delle 17 di TSP sulla RAI, anche se in piccola parte non riuscito, di svecchiare il look delle giornaliste politiche sempre troppo imbacuccate e sempre troppo inutilmente seriose. Non giova, ripeto non giova a nessuna essere la brutta copia di Hillary o Chelsea Clinton. E per brutta copia… intendo qualcosa di veramente orribile, vista la bruttezza sia di Hillary che di Chelsea.
Il tailleur invecchia e ingoffa, può star bene ad una cara amica sotto i venticinque anni, magari un po’ magra per acquistare quei 4-5 anni in più che le servono per avere più credibilità ad un colloquio di lavoro.
Tornando alla nostra Anna Piras procedo con l’analisi del look odierno:

  • Giacca nera di stoffa cangiante, riflessi un po’ troppo accesi per essere tessuto pregiato. Consiglio: la prossima volta, visto che la suddetta giornalista è in buonissima forma fisica consiglierei una cosina un po’ più stretta in vita, oppure lasciare classicamente il primo bottone allacciato.
  • Top nero. Consiglio: due neri identici non si sovrappongono bene, anche se l’uno è cangiante e l’altro no. Meglio interrompere con qualcosa che attragga l’attenzione, per carità niente strass o ricamini. Interessante sarebbe stata una macchia di colore oppure una leggera stintura del nero, in modo da contrastare con la giacca molto “a posto”.
  • Cintura: un delirio. Non so se sia un pezzo oroginale degli anni ‘80, ma alla giornalista va un mio sincero “bravò” per la scelta audace. Sottolineo inoltre che non tutte si possono permettere in tv la vita bassa.
  • Pantaloni: eccoci all’ unico scivolone di stile. Personalmente avrei consigliato una stintura sì estrema come quella presentata dalla conduttrice, ma avrei ripiegato per una tinta comunque scura per il fondo.
  • Giudizio Finale: un bell’ 8 e la mia stima per andare controcorrente.

    Da correggere: figlia cara, ravviva la tua acconciatura. I capelli lisci stanno una favola a chi in televisione non deve andare. Alla lunga stufano chi guarda. Un po’ di favolose onde ricavate con un buon caro amico chiamato “ferro a caldo” potrebbero aiutarti, magari aggiungi anche qualche riflesso rame intenso. Ah e mi raccomando, non litigare più con la truccatrice prima di andare in onda, alcuni faretti ti facevano sembrare un po’ lucida.