October 12, 2008

Profezia della crisi

Care amiche e amici,
Vi ho trascurato per troppo tempo, d’altra parte non ho mai promesso , né prometto ora di esservi fedele, ma, per farmi perdonare, vi stringo tutti forte forte in un mediatico abbraccio.
Fate conto di essere tutti riuniti sotto il mio immenso morbidissimo mantello di cachemire, per non dire “tabarro” di mascagnana memoria, termine invero appropriato, visto la destinazione d’uso e l’approssimarsi della stagione lirica…
Scrivo perché vi voglio consolare, più che consigliare.
Di che cosa?
Non ve ne siete accorti?
Di che cosa?
Ma della crisi economica, naturalmente!
Certo, certo!
Ah, volevo ben dire! Siete tutti informati! I telegiornali e i vari Matrix del caso lo hanno strombazzato ai quattro venti. Sbagliando….
Grazie al potere dei media lo sapete tutti, anche i “troppo poveri per accorgersene subito.”
Sì, perché i ricchi ei troppo ricchi lo sanno, eccome, e sono stati i primi ad accorgersene! Quest’anno, forse, dovranno rinunciare al…superfluo del superfluo, se non proprio al superfluo.
Se ne sono accorti presto anche quelli che navigano nelle acque limacciose di un’impiegatizia tranquillità economica, che si vedono quotidianamente erodere l’esiguo conto in banca dal caro spesa, benzina, bollette e via (banalmente ) discorrendo, pur non avendo (potuto) esporlo ai rischi degli investimenti.
C’est la vie, direbbe una mia cara amica italiana, ma testardamente e noiosamente francofona, un vezzo che fa tanto anni cinquanta. (Da evitare, salvo contrordini).
Ora ve ne siete accorti tutti, dunque, ma, dico io, avreste dovuto accorgervene prima!
Io lo sospettavo, ve l’assicuro, battendo forse sul tempo lo stimato ed ora osannato Nouriel Rubini, novello Galilei, riabilitato tuttavia in tempo per godersela.
Secondo me le cose non accadono per caso, mai, anche se sembra…
Me lo dicevo scegliendo il mio mantello autunnale tre quarti, color perla, di Caractere e mi chiedevo anche perché mai, io, proprio io, la perennemente luttuosamente nera e trasgressiva, shabby Lina fossi sedotta da quel capo bon ton tanto prepotentemente da arrivare a comprarmelo.
Il perché delle cose è difficile spiegarlo, accadono e basta.
Io ho il mantello, la crisi è arrivata. Io lo sapevo, un attimo prima.
Mi dicevo che il colore non drammatico e le linee morbide e abbondanti, che trasformano la ragazza in donna e la donna in signora bene sono rassicuranti.
Desideriamo sentirci rassicurati quando le cose stanno per mettersi male: O la settimana nera o la guerra erano percepite come imminenti, non solo da me, ma anche di chi ha “disegnato” e vestito la donna di quest’anno.
Mi chiedo, a crisi avvenuta, se ci piacerà anche ingrassare un pochino, così, tanto per dimostrare di non patire la fame…(o perché potremo mangiare solo pastasciutta e non potremo più pagare le rate della palestra?)
Insomma. C’è la crisi e ritornano linee che ci ricordano i grandi della moda, tanto per non fare nomi cito solo Dio…r!
Che fare, allora?
Non investite in Fallen Angels, a meno che siate davvero (ancora) molto ricchi, anche perché, ammesso che ritornino a volare, sostenuti dalle ali della buona sorte, dovreste investire molto per guadagnare molto, altrimenti a che vale rischiare?
Non vi disperate. (Consiglio valido anche se il gatto vi addenta l’unico cachemire, già appartenuto a vostra mamma.)
Tenetevi stretto il lavoro.
Potendo, spendete! Dovremmo spendere tutti, intendo dire proprio, meglio sul Made in Italy…
L’allarmismo televisivo ci precipita nel gorgo della rovina economica…più ti spaventi, meno consumi, più la crisi ti dilania il portafogli!
Shopping addict non chiudetevi in casa, salvate la nazione!
Riassumendo, se siete disposti a spendere, puntate sul bon ton.
Le donne mi hanno già capito: saranno vestite come si conviene, o meglio, come si conveniva un tempo. Avranno il tubino nero, che rinnoveranno con la spilla d’oro enorme, ereditata dalla prozia o con la collana di perle che hanno trovato nel fondo di un cassetto, sempre della prozia, rabbrividiranno elegantemente stringendosi in golfini minimal alla Gwyneth Paltrow, raccoglieranno i capelli in un parigino chignon, anche arruffato, porteranno il cappotto, piuttosto che il piumino, non disprezzeranno le linee a trapezio…insomma basta sfogliare un settimanale, per capire!
Gli uomini ritroveranno il piacere???? della cravatta, della camicia fresca di bucato, del vestito da lavoro scuro, del cappotto naturalmente.
Se siete in cerca di un lavoro, mai come quest’anno il bon fa parte della “buona presenza”.
Quest’anno è un buon biglietto da visita, tanto per cominciare, per ambosessi.
Se siete a corto di fondi, rovistate nella soffitta, anche altrui.
So, da amiche e parenti, di fortunosi e fortunati recuperi di golfini di cachemire, più che trentenni, subito esibiti con successo, ho notizia di borse di pizzo macramè appartenute alla nonna e portate vittoriosamente a teatro, non parliamo dei foulard vintage griffati, come i mitici Hermes, nati nei tardi anni sessanta ed annodati all’unica Vouitton, per renderla ogni volta nuova o portati come cintura dei jeans di Armani, indossati estate e inverno, fin dal 2004.
Voi ragazzi rubate le cravatte al papà e i pullover di merino antracite al nonno, tanto non sene accorgeranno, impegnati come sono a sembrare più giovani e trasgressivi.
A tutti, amici e amiche…buona crisi!

March 14, 2007

Giorgio sì, Miuccia no…

Filed under: Moda, Prada, Armani

Sfogliavo Time Style & Design, Spring 2007, per osservare con occhiali internazionali i nostri amati odiati mostri dello stile e le loro bramate (da alcuni di noi) creature.
Mi sono soffermata solo sul caftano da sera, bianco grezzo, informale di Donna Karan. E’ una rivisitazione gradevolissima del camicione e, per il mio gusto assai poco allineato col bon ton, l’alternativa gradevole alle proposte più formali.
Possiamo ispirarci? chiederanno le mie amiche operose.
Possiamo comprarlo? chiederanno le riccone golose e impigrite.
Potete…solo a certe condizioni.
L’abito è adatto solo alle super magre con l’allure della giovane dea, vergine innocente, alla vigilia della creazione, che non è poi così facile avere…
Tornando a noi, perché questo era solo il prologo, fra tutte queste immagini, spunta quella di Miuccia Prada ed il mio occhio, per sua natura inquieto, si incupisce causa look, sbagliato, che, occhiali o non occhiali, è un po’ la causa della mia congiuntivite allergica da moda.
Per inciso, io sfoglio sempre i giornali alla giapponese, cioè dall’ultima alla prima pagina.
Non mi piace il blusotto nero di Miuccia, non mi piace la gonna bianca a pieghe sciolte, per lo meno non indosso a lei…e l’insieme è comunque del genere sciatto banale che ingrossa e sta male. Non mi piace la passata rossa, che le rivela l’orecchio, non proprio minuto, non mi piace il contrasto deciso del bianco col nero, non mi piace la scarpa, se non altro per i colori.
E’ lei la stilista: che lo faccia capire!
Pensate, per contrasto, al Giorgio Armani delle sfilate!
Con quella sua caparbia ostinazione minimalista, indossa sempre la stessa mise, sempre lo stesso colore, perché indossa se stesso e basta.
Questo sì che è stile!