Lo so bene, care ragazze che mi leggete: voi non volete passare inosservate.
E neanche i ragazzi, ma questa è una dolente nota…perché con le proposte croceristico–casearie dei nostri beneamati idoli, gli stilisti, che vedono l’uomo eternamente in completo bianco, quindi dietro al banco di una gelateria, con pantaloni stretti però, e bassi di cavallo e perciò poco o niente adatti al lavoro, oppure in perenne crociera , trascinandosi dietro improbabili borsoni,quando non è troppo impegnato a far abbronzare le gambe ossute e i polpacci pelosetti che sporgono dai pantaloni tagliati sopra al ginocchio…dicevo i ragazzi, persino vestendo Dolce e Gabbana o la Bottega Veneta o Antonio Marras rischiano di farsi notare…davvero troppo!
Ma torniamo alle ragazze…
Voglio proporre loro due esempi, tratti dal mio taccuino quotidiano, uno negativo, l’altro positivo.
Ero all’opera, a godermi l’Otello, tanto per stuzzicare le passioni primordiali, che spesso nella donna moderna covano sotto la cenere dello stress metropolitano.
Fra tutta quella gente, davvero tanta, il teatro era quasi esaurito, noto una donna. Qui di seguito ne dettaglio il look:
Di mezza età incombente, portava capelli nerissimi sciolti sulle a spalle, acconciati in riccioli a cavatappi.
Di statura non eccelsa e fattezze non da indossatrice, calzava stivali al ginocchio bianchi, su collant neri.
Indossava una gonna a godet nera, quindi ampia verso l’orlo, che si fermava appena sopra al ginocchio.
Su una maglietta aderente a manica lunga bianca, ne portava un’altra, sempre a manica lunga, nera, lavorata a rete.
Come copri spalle, infine, sfoggiava una mantellina corta di pelliccia bianca, chiusa da fiocco di raso, pure bianco.
Vi sarà chiaro a questo punto, che la suddetta signora non passava inosservata, ma non nel senso da me auspicato!
Perfetta per un fan club della Bertè, si notava davvero troppo!
Poco dopo, il mio occhio, affaticato da cotanta visione, vagava distratto sul pubblico che inquieto animava un intervallo e trovava sollievo nel posarsi su un’esile figura femminile.
Era una ragazza, notevolmente giovane, non penalizzata dagli occhiali, che disinvoltamente portava, con l’aiuto di un taglio di capelli audacemente corto, diciamo alla soldato Jane…
Indossava un abito a canottiera, in jersey nero, di taglio rigorosamente minimal, reso unico da un colpo di genio: maniche a guanto posticce, che lasciavano scoperte le spalle e si arrestavano a metà delle mani, che acquistavano in tal modo soavi movenze lepidotteriane..
Conscia del suo potere, affacciata ad un ballatoio, la ragazza si lasciava fotografare dal partner.
Ma sono sicura che, foto a parte, è rimasta impressa nella mente di più d’uno…
Questo secondo esempio ha ottenuto il mio placet.
Ed ora vi scodello la morale:
Va bene farsi notare…ma c’è modo e modo!
March 20, 2007
C’è modo e modo…
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