January 16, 2006

Argenteo Bestiario

Care amiche, siete molto tristi perché rovistando nel vostro cofanetto dei gioielli vi siete accorte che manca la sezione fondamentale che potremmo chiamare bestiario?
Tornate a sorridere, è facile rimediare!
Se amate il vintage un po’ vistoso in oro giallo, non vi sarà arduo procurarvi un serpente da braccio, snodabile e provvisto di scaglie. Divertente, piacevole per serate non troppo formali, porta benino i suoi sessant’anni.
Vi sconsiglio tigri, leoni, pantere e quant’altro, molto preziosi, che escono da zoo d’alta classe, specialmente francesi.
Sono troppo barocchi, con i loro temibili occhi rutilanti di rubini o smeraldi e i sinuosi manti fiammeggianti di diamanti.
C’è il rischio concreto che, qualora li sfoggiate, vi situino nell’abietta schiera dei parvenu, proprio come i mai abbastanza sconsigliati visoni a ruota.
Optate piuttosto per l’alta bigiotteria in argento novecento e, per la scelta delle specie, limitatevi a rettili ed anfibi.
Non storcete subito l’altezzoso nasetto, deluse per non aver potuto saziare la vostra incontenibile voglia di diamanti.
Per inciso, adoro i solitari.
Il vostro nuovo bestiario sarà comunque assai lucente, perché le fiere saranno realizzate in argento diamantato.
Questa particolare lavorazione del non troppo nobile metallo, sortisce effetti sorprendentemente luminosi, impreziosendolo a dismisura.
A Cecina, in provincia di Livorno, da “Archeologia del novecento”, troverete serpenti, rane, coccodrilli e perfino draghi, capaci, pur mantenendosi aggressivi, di piegarsi al vostro capriccio ed alla vostra fantasia, per adornare, perfettamente snodabili e per niente innocui, collo, polso e dita.
Accattivante il collier di cleopatresca memoria, formato da due serpentelli, di cui uno brunito che, testa a testa, si fronteggiano a contendersi l’onore di mordervi il candido petto.
Altrettanto gioviale il coccodrillo, che grazie agli snodi dell’orrida lorica, si sottometterà alla leggiadria del vostro polso. L’unione di due esemplari, di cui uno brunito, può formare un importante collier.
Molto più soft il braccialetto anfibio, formato da rane grassocce e rassicuranti, adatto per un picnic primaverile in campagna.

Operose spigolatrici

Rivolgo il mio pensiero a voi, operose spigolatrici della morente stagione invernale, che vi affannate speranzose sui campi devastati, vuoi dalla conclamata assenza di creatività, vuoi dall’avvenuta mietitura dei pochi capi prêt à porter meritevoli di acquisto.
Nelle città gelide del nord Italia mi sono mescolata a voi, ho condiviso la ressa e le code pazienti, non solo, ma ho perfino empaticamente sofferto per le vostre frequenti disillusioni: falsi saldi, scarsità di taglie, prezzi alti, mancanza di stile, spesso vi hanno fatto tornare a casa a mani vuote.
Tuttavia spero che qualcuna di voi abbia avuto la fortuna di spigolare qualche amorevole, languido, spumoso golfino di MIU MIU (visti in Toscana) in grado di accogliere carezzevolmente ed esteticamente le sue stanche membra.
Da non perdere anche certe scarpe, ancora di MIU MIU, impreziosite da colorate gemme, esse stesse in più colori che, non per l’altezza dei tacchi, che sono o bassi o medi, ma per lo stile, si mantengono gradevolmente in bilico fra il folk ed il barocco. Adatte per serate defilate, con candele a profusione e o caminetto.
Visto sempre in Toscana, qualche fascinoso tailleur di Kenzo, come al solito jap, non senza citazioni gipsy. Appariscente con stile, adatto per il giorno, sconsigliato per occasioni formali.
Che dirvi ancora? Per la maglieria, evitate con cura certe storiche marche a basso prezzo. Non posso fare nomi, però guardatevi in giro, toccate i capi, tutt’altro che morbidi ed innovativi, affetti da prezzi modici, che ne rispecchiano, più che la condizione di capi in saldo, l’inesistente qualità. Colori ovvi, o detestabili, tagli banalissimi…avete capito di chi sto parlando?
Se passate un brutto momento, provate piuttosto a visitare il mercato della vostra città. Potrebbe essere più creativo o più conveniente. Ma non fatevi troppe illusioni!
Se invece le vostre condizioni finanziarie sono buone, concedetevi qualche AUTENTICO cachemire ribassato (ci sono), poi riposatevi dalle fatiche dei saldi ed aspettate l’imbiondire delle nuove messi!
Intanto che la primavera matura, perché non acquistate il lusso originale di un vero kimono? Potrebbe dimostrarsi attuale, per una serata elegante: capo leggibile dai vostri estimatori come una citazione discreta della vostra buona cultura cinematografica.
Il kimono, portato con grazia e educazione, esalta la femminilità misteriosa delle magre e dissimula nell’opulenza del tessuto l’adipe delle più formose, che assumerà la connotazione rassicurante di sana agiatezza.
Non passerete inosservate!