September 25, 2005

Giacche e divise

Filed under: Moda, Moda Donna, Viaggi

C’è divisa e divisa, questo va detto subito.
Se il tuo sogno è fare l’hostess, niente sarebbe per te più deprimente, una volta superato il già arduo scoglio dei colloqui d’ammissione, che trovarti imprigionata in una mortificante livrea da colf.
Ti consiglio pertanto di optare per la Korean Air.
L’illuminazione mi ha felicemente folgorato sfogliando lo skypass di un mio giovane amico, che viaggia ancora più di me.
All’interno e nel retro copertina ho gustato l’elegante sobrietà della divisa che indosseresti volentieri, ne sono certa.
I colori trasparenti dell’aria (il bianco panna delle nuvole e quel tocco di celeste che fa tanto cielo) sono abbinati alla lievità delle linee, che ricostruisce sartorialmente la struttura delle più impalpabili creature alate (libellule, farfalle.)
Se sarai assunta da un’altra compagnia aerea, potrai provare a suggerire di rinnovare il look!
Quest’anno, a proposito di giacche, giudico accattivanti alcune proposte di Clips.
Piccoli spencer sportivi in lana mélange, sono giocati sul taglio femminile, tuttavia sobrio, alleggerito ulteriormente da piccoli ma sostanziosi dettagli in velluto e gros in tinta contrastante.
Glamour anche le proposte eleganti, in nero unito, con dettagli in raso, orpellate, ma non fino al punto di sconfinare nelle leziosaggini tardo romantiche, tanto care a ben note stiliste che non nomino.
I capi segnalati sono consigliabili se siete farfalle, o libellule ancora in cerca di livrea autunnale.
In tal caso, non abbiate paura di scegliere la taglia giusta! Questi capi NON devono essere oversize.
Riservo esclusivamente alle perfide vespine dal giro vita inesistente le belle giacche con baschina e cintura di Saint Laurent.
Le meno eteree si affideranno con altrettanta tranquillità e soddisfazione alle sobrie architetture di Gianfranco Ferrè.
In tutti i casi, abbinate al vostro look un sorriso intrigante, ma non dolce. Perché non puntare su una lieve e subdola asimmetria fra l’altezza raggiunta dalle labbra a destra rispetto a quella di sinistra?
Non passerete inosservate!

 

September 22, 2005

Stile Jungle

Filed under: Moda, Moda Donna

Confessalo! Per te è come la cioccolata. Non lo ammetti, ma non puoi farne a meno: appena vedi un capo d’abbigliamento, un bikini, addirittura un perizoma tigrati, zebrati, ma specialmente leopardati, ocelottati o più genericamente maculati, lo fai tuo senza badare a spese e, quel che è peggio, lo indossi.
Ne sono consapevole: uno stilista c’è campato alla grande maculando, estate e inverno, ogni centimetro dei nostri bei corpicini.
Ma non è il solo: per quest’inverno la pigrizia di altri autorevoli colleghi ha già riempito le vetrine di pantaloni elasticizzati, gonne, interni di giacche in simil leopardo.
Che siano semplicemente primizie di carnevale?
Tu, mia cara jungle addict, questa volta non cedere alla tentazione!
Se perseverassi nel tuo vizio, potresti correre il rischio di essere scambiata per la sfortunata compagna del travet leopardato (ora finalmente in accappatoio) che dovrebbe convincerci ad assaggiare uno dei tanti biscotti al cioccolato della giungla dolciaria.
Desisti, mia cara, desisti!
Il consiglio è particolarmente cogente nell’ipotesi che tu abbia messo in piedi una love story con un metrosexual.
Questi timidi abitanti della giungla metropolitana, ti avverto, temono alla follia le donne dal graffio facile e tu non vuoi certo perdere la tua preda!

Consigli d’igiene intima

Care ragazze, vorrei sussurrarvi qualche parolina all’orecchio.
Sono consapevole che l’argomento è delicato, ma non mi sento di lasciar correre.
Se usate gli assorbenti esterni, vi diffido dall’accordare la vostra fiducia al tipo a molle.
Per quanto riguarda la toilette intima, astenetevi categoricamente dalle abluzioni con prodotti provvisti di ventilatore.
Non vorrei, infatti, che questi presidi igienico sanitari, in caso di malaugurato guasto meccanico, provocassero danni assai maggiori dei benefici che di consueto indiscutibilmente apportano.
I giorni critici, lo, so, non sono più critici come ai tempi delle bisnonne.
Andate pure a cavallo, nuotate, danzate, praticate gli sport abituali.
Tuttavia, nell’ipotesi che desideriate passeggiare nei prati, per sedervi non disprezzate le pietre, se non avete alternative. Soprattutto, ponete la massima attenzione a non usare i petali blu giganti come improvvisati giacigli della vostra comprensibile spossatezza.
Non sarebbe la vostra condizione a provocare l’incidente, ma è quasi certo che, molle o non molle, finireste col sedere per terra!

September 21, 2005

Gambe, calzini e collant

Filed under: Moda, Moda Donna

Le ragazze che hanno gambe sagomate come tronchetti della felicità (non importa quanto sono lunghi) non devono calzare scarpe con tacchi vertiginosi.
Perché le conduttrici (di reality) non si attengono al precetto? Forse il botox ha effetti tossici sul loro senso estetico?
L’effetto della trasgressione è particolarmente deturpante in caso indossiate le tanto abusate gonne cortissime.
Un indumento da evitare sempre, non m’importa quanto perfette siano le vostre gambe e quanto voi siate freddolose, sono i collant pesanti in microfibra, particolarmente abominevoli se di color marrone.
L’effetto zampa di tavolino è garantito, tanto che gli osservatori più esperti sapranno decodificare il vostro stile (Luigi XIV, XV, XVI e così via).
Se non siete troppo in forma, sarete facilmente scambiata per un trumeau.
Se siete magra e vestite di nero, vi chiameranno “formichina”.
Molte freddolose ad oltranza mi chiedono come usare i calzini di lana.
Eccovi la risposta:
Provvedetevi di gambe perfette, con caviglie snelle, piedi ben formati con dita lunghe.
Cerettatele e abbronzatele (se non potete volare a Mauritius ricorrete pure a mezzi sleali.)
Acquistate uno o più paia di calzini, anche di lana, purché del tipo a dita separate. I colori delle singole “dita” possono essere diversi fra loro
Potete indossarli per riciclare i vostri sandali estivi Birkenstock, a patto che li abbiniate ad un trench moderatamente shabby e ad un cappello originale da buttero maremmano.
Comperatevene subito uno, quando andrete ad ordinare la vostra comodissima sella su misura!
In caso di pioggia, completate l’insieme con l’immancabile ever green: ombrello verde dei pastori toscani, col manico di legno, così over size da garantire riparo anche in caso dei biblici cataclismi che, passati di moda subito dopo la stesura del libro della Genesi, sembrano tornare prepotentemente attuali.
Sarete letteralmente sulla cresta dell’onda.
Però l’uso più cool del suddetto calzino è serale e prevede l’abbinamento con sandali molto scollati e rigorosamente firmati.
Indosserete un sobrio tubino nero smanicato e completerete con guanti al gomito di raso in tinte decise.
Molto bene il viola o il giallo segnale stradale. In ogni caso, tenete d’occhio i calzini per la scelta del colore.
Non dimenticate di abbigliare la vostra graziosa testolina con una cloche da sera.
Non passerete inosservate!

   

September 18, 2005

Dogma unisex

Filed under: Moda, Moda Uomo, Moda Donna

Ragazze, ragazzi, sapete che cos’è un dogma?
No? Sì?
Ne riporto una zingarellesca definizione a beneficio di quanti non lo ricordano.
Gli altri riprendano la lettura dall’asterisco.
*In campo filosofico, il dogma è un principio tenuto in conto di verità incontrastabile.
Qui sotto ve ne propongo un esempio in versione modaiola:
Non proponetevi di seguire uno stile se non potete sostenerlo a livello emotivo ed economico.
Questo dogma è fondamentale. Se lo trovate banale, v’impongo il compito di riflettere su tutte le volte in cui vi siete sentiti frustrati o “sbagliati”.
L’abito è in primo luogo la casa dell’anima!
So che il limite economico che il dogma impone al vostro buon gusto vi sembrerà angusto ed ingiusto, tuttavia, se applicate all’abito le parole che Cicerone adoperava per la sua casa “parva sed apta mihi” cioè “piccola ma adatta a me” non avrete difficoltà a capire, con la dovuta rassegnazione, che può essere migliore un Benetton di quest’anno rispetto ad una firma troppo datata…
Quanto al fitting dello stile al mood, vi propongo uno spunto banal- cromatico: se il vostro cuore è in lutto, tanto personale quanto filosofico esistenziale, se vi “vedete” solo in nero, state pur certi che il nero è il vostro colore.
In ogni caso, vuotate gli armadi e le cassapanche! Buttate via tutto: gli anni settanta che la moda invernale ci propone con inquietante monotonia, non sono proprio gli stessi di una trentina d’anni fa.
Lascio tuttavia uno spiraglio alla vostra mania di riesumare le care spoglie dei vestiti di vostra madre o di vostro padre.
Vi concedo il permesso di farlo in questi due soli casi:
Siete invitati ad una festa mascherata.
Siete in grado di rimettere a modello i cari estinti, in modo che, fittando perfettamente al vostro corpo, nutriti dalla linfa resuscitante di particolari cool trapiantati in essi dalla vostra miracolosa chirurgia sartoriale, riacquistino vita.
Non trasgredite: io vi osservo.
Non zombizzatevi con abiti zombie!

   

September 17, 2005

Cappelli come ad Ascot?

Filed under: Moda, Moda Donna

Decisamente eccessivi!
So che siete in cerca, come eleganti segugi, di cappelli finalmente degni del vostro guardaroba raffinato e mai banale, tuttavia, pur esortandovi a concedere molto alla fantasia e all’originalità, vi metto in guardia dalle esagerazioni teatrali.
Perciò vi consiglio a cuor leggero di fare un salto a Mantova, dove Gina Bacchi (Gina Bacchi Accessori Moda) vi stupirà piacevolmente con i suoi sublimi capolavori artigianali, per lo più ispirati a modelli del passato, a partire dagli anni venti del secolo scorso.
Personalmente, sono stata incantata da una cloche in cui la solidità del modello pareva dissolversi nella carezzevolezza dei rasi e dei velluti di seta, che si rincorrevano, di sfumatura in sfumatura del color malva per risolversi in un caldo abbraccio marrone, sormontato da fiori e piume, usate con silenziosa moderazione.

  

September 15, 2005

Sei vecchia!

Filed under: Moda, Moda Donna

La dottoressa Kureha

 Hai un problema: sei vecchia.
Non è il semplice “sentirsi vecchia” a dispetto dell’età anagrafica, handicap, questo, in certi casi più leggero, a cui si può rimediare seguendo semplici prescrizioni:
Vacanza con decorrenza immediata
Drastico ricambio del giro di amici
Sospensione immediata delle serate di bridge e dei tornei di scacchi.
Ai casi più gravi, che non traggono beneficio dai provvedimenti suddetti, consiglio di entrare in analisi.
Tornando al tuo guaio, mia cara, tu sei proprio vecchia! Il tuo problema è l’opposto, in un certo senso, dei tristissimi casi precedenti: sei vecchia e piena di vita.
Altrimenti non staresti qui a leggermi!
Cerchi un look che lo faccia capire?
Spero per te che la dira senectus, la terribile vecchiaia, così avida di ciccia, abbia già rimediato ai guasti della menopausa!
In tal caso, per tua fortuna, hai un fisico asciutto, insomma sei magra.
Se così non è, corri a salutare la tua vecchia maestra di acqua gym, che non vedi più dalla nascita del secondo nipote!
Iscriviti al corso.
Piccolo inciso: elimina i nipoti.
Non fisicamente!
Dirada con garbo i tuoi impegni di nonna, fino a ridurli a due alla settimana, uno la mattina e uno la sera, non a giorni fissi, ma quando fa più comodo a te.
E riprendiamo il programma indispensabile per le non magre, che può tuttavia essere seguito con beneficio da tutte:
Visita il nuovo centro di fitness, di cui hai appena trovato il depliant nelle buca delle lettere. C’è un nuovo corso di ginnastica col metodo Pylates. Le tue amiche non sanno di che cosa si tratta! Iscriviti anche a questo, così sarai in grado di spiegarglielo.
Comperati tutine per la palestra, cuffie e costumi da piscina nei colori che preferisci.
Gratificati!
Non pensare all’età. Quelli che più desideri sono i più adatti. Sì. Anche quelli rosa.
Non scordarti due morbidi accappatoi che ti ricompensino abbraccevolmente delle fatiche ginniche.
Ora che siete tutte (virtualmente) in forma, ognuna di voi deve ricominciare a sorridere e a ridere, se già non lo fa.
I tuoi denti (o succedanei validi) devono essere smaglianti e saldi come te, cara amica vecchia, altrimenti provvedi subito senza taccagneria.
Corri dal parrucchiere, elimina la permanente a ricciolini ben ordinati tipo agnello persiano, il taglio a scodella, la scriminatura laterale.
Fatti consigliare un taglio più naturale da uno stilista degno della qualifica.
Tradisci la parrucchiera a tre passi da casa tua. Se è simpatica, puoi sempre invitarla un lunedì pomeriggio per un tè a casa tua.
Quanto alla tinta, esci dagli schemi:
Evita il biondo platino e il patetico bianco azzurrato. Scegli colori caldi, brillanti e non omogenei.
Con la tua nuova pettinatura, puoi cominciare a pensare all’aggiornamento del look.
So che non puoi portare i tacchi a spillo, tuttavia, nell’ambito delle forme comode, se non hai problemi ortopedici, hai da scegliere fra stivaletti, scarpe piatte con forme intriganti o calzature con la zeppa, che ti consentono di acquistare centimetri senza rischiare il femore.
Concediti i colori: il verde cupo, il melanzana o altro.
Butta via la tua vecchia borsa di coccodrillo. Seppelliscila in giardino!
I tuoi copricapo non saranno più pentolini fioriti, lavorati all’uncinetto, turbanti o patetici copricapi di pelliccia, ma cloches, pamele, cappelli a tesa larga. Mai e poi mai ti coprirai la testa col foulard.
Non vorrai per caso essere scambiata per la befana!
Porterai i pantaloni, piuttosto che la gonna.
Sul punto seguente sono severissima:
I pantaloni devono essere indossati tre, quattro dita sotto il punto vita!
I pantaloni classici, a vita alta, rendono patetici i glutei a goccia pendente!
I pantaloni non lasciano mai vedere tutta la scarpa, anzi sfiorano terra.
Scegli la linea che più ti si addice, non scartare quelli a zampa, se hai le cosce magre.
So che patisci il freddo, quindi sopra il tuo top creativo, scelto nelle tinta audace che preferisci, sia pure ricamato, paillettato, indosserai un blazer o un cardigan, un po’ scollato.
Non rispolverare nulla dall’armadio, non mi riproporre il vecchio cachemire di vent’anni fa! Le linee di adesso sono molto più svelte, fatti un giro in città!
Butta via il persiano, o regalalo alla figlia o alla nipote più creativa, sostituiscilo con un cappotto, non oversize, sai a cosa alludo, non far finta di non capire!
Ce l’ho a morte con i tuoi cappotti degli anni ottanta, con la manica raglan e le spalline quadrate alte dieci centimetri.
Lo so che sono come nuovi, ma perché, all’epoca, te ne sei comperata tanti?
Gioca sui contrasti: L’insieme di te e del tuo look deve apparire giovane, ad una prima occhiata.
La tua faccia rugosa o il naso adunco da strega saranno la nota inquietante della tua bellezza, la seducente imperfezione.
Vedrai, non passerai inosservata!

September 14, 2005

Segnali di stile – Anna Piras – TSP

Filed under: Moda, Moda Donna, Televisione

Apprezzabile. Davvero apprezzabile il tentativo di Anna Piras, conduttrice dell’ edizione odierna delle 17 di TSP sulla RAI, anche se in piccola parte non riuscito, di svecchiare il look delle giornaliste politiche sempre troppo imbacuccate e sempre troppo inutilmente seriose. Non giova, ripeto non giova a nessuna essere la brutta copia di Hillary o Chelsea Clinton. E per brutta copia… intendo qualcosa di veramente orribile, vista la bruttezza sia di Hillary che di Chelsea.
Il tailleur invecchia e ingoffa, può star bene ad una cara amica sotto i venticinque anni, magari un po’ magra per acquistare quei 4-5 anni in più che le servono per avere più credibilità ad un colloquio di lavoro.
Tornando alla nostra Anna Piras procedo con l’analisi del look odierno:

  • Giacca nera di stoffa cangiante, riflessi un po’ troppo accesi per essere tessuto pregiato. Consiglio: la prossima volta, visto che la suddetta giornalista è in buonissima forma fisica consiglierei una cosina un po’ più stretta in vita, oppure lasciare classicamente il primo bottone allacciato.
  • Top nero. Consiglio: due neri identici non si sovrappongono bene, anche se l’uno è cangiante e l’altro no. Meglio interrompere con qualcosa che attragga l’attenzione, per carità niente strass o ricamini. Interessante sarebbe stata una macchia di colore oppure una leggera stintura del nero, in modo da contrastare con la giacca molto “a posto”.
  • Cintura: un delirio. Non so se sia un pezzo oroginale degli anni ‘80, ma alla giornalista va un mio sincero “bravò” per la scelta audace. Sottolineo inoltre che non tutte si possono permettere in tv la vita bassa.
  • Pantaloni: eccoci all’ unico scivolone di stile. Personalmente avrei consigliato una stintura sì estrema come quella presentata dalla conduttrice, ma avrei ripiegato per una tinta comunque scura per il fondo.
  • Giudizio Finale: un bell’ 8 e la mia stima per andare controcorrente.

    Da correggere: figlia cara, ravviva la tua acconciatura. I capelli lisci stanno una favola a chi in televisione non deve andare. Alla lunga stufano chi guarda. Un po’ di favolose onde ricavate con un buon caro amico chiamato “ferro a caldo” potrebbero aiutarti, magari aggiungi anche qualche riflesso rame intenso. Ah e mi raccomando, non litigare più con la truccatrice prima di andare in onda, alcuni faretti ti facevano sembrare un po’ lucida.

    September 13, 2005

    Delusa dal visone?

    Filed under: Moda, Moda Donna

    Il tuo visone ti ha deluso?
    Rasalo!
    Non a caso, per carità! Lo puniresti troppo.
    Devi procurarti uno schema, un disegno e, solo ispirandoti ad esso, con tagli a diverse altezze del pelo, lo riprodurrai sul mantello che tanto ti ha annoiato.
    Potresti mediare l’ispirazione dal neo tramontato stile tapestry.
    Se il tuo divano è moderno, corri subito a trovare la nonna e copia le rose del suo divano.
    Ritorna a casa e mettiti al lavoro.
    Non costringere le tue rose in ordinate bordure intorno ai polsi ed all’orlo, spargile invece con generosa irregolarità in diversi punti del mantello.
    Non cadere nell’errore di tagliuzzare un’unica immensa rosa, con gambo lunghissimo, foglie e boccioli proprio al centro della schiena.
    Fendianamente anni ottanta, è una soluzione proibita, specie se la pelliccia è opulenta.
    C’è un’unica controindicazione ai miei saggi suggerimenti:
    Se lo straccetto peloso ti è stato regalato da un generoso benefattore e costui è ancora al tuo fianco, potrebbe non gradire il tuo lavoretto di forbici., specie se è avaruccio o se l’ha acquistato a rate.
    A proposito: che cosa ci fai con un tipo del genere?
    Se Edward mani di forbice ti ha lasciata indifferente e non ti sei identificata con lui nemmeno per un attimo, per svecchiare la tua pelliccia lascia perdere le forbici e interrogati sul tuo talento pittorico.
    Ce l’hai? Sei sicura?
    Sfogalo coraggiosamente sul tuo visone!
    Regalagli la primavera nell’inverno, mechandolo generosamente con le tinte che più gli si addicono:
    Bene il viola melanzana per il bruno cupo del visone selvaggio, l’arancione per il visone biondo, color miele…
    Puoi anche creare un’operina astratta multicolore sul vecchio astrakan della nonna, che da diversi anni ammorba il tuo guardaroba con l’insopprimibile afrore di capra.
    La cara vecchietta te l’ha regalato per questo e perché le sue spalle non ne reggevano il peso, non certo perché è generosa.
    Per il pelo ondulato del breitschwanz ti consiglio invece di riprodurre un paesaggio collinare di Cézanne, tutto nei toni delle umide terre autunnali, del muschio, del sottobosco.
    Se il tuo talento pittorico non si rivelerà all’altezza delle aspettative, ad opera finita, butta via tutto.
    Se invece, come spero, sarai soddisfatta, lascia asciugare, cospargi la tua capra dipinta con un generoso soffio di Allure di Chanel, aspetta trepidante la prima mattina veramente gelida, meglio se spruzzata di nevischio ed indossala.
    PRIMO P. S. Allure ti aiuterà a trovare il coraggio necessario e l’andatura adatta. Completa l’insieme calzando calosce colorate e guanti di lana in tinta.
    SECONDO P. S. Esci sotto la pioggia soltanto se hai usato colori indelebili!
    TERZO P.S. Hai già le forbici o i pennelli in mano perché non vedi l’ora di metterti all’opera?
    Fermati, mia cara! Leggi quanto segue:
    Se, per una malaugurata fatalità, dovessi rovinare le tue pellicce, non è colpa mia. Significa soltanto che sei un’incapace.
    Non incolparmi, non cercarmi, non citarmi in giudizio.
    Se sei insicura o temi di aver un carattere vendicativo, puoi sempre decidere di lasciare le tue noiose pellicce nelle loro ordinate custodie di tela.
    Tanto non le metterai mai più. Sono certamente oversize, ti ingoffiscono, ti ingrassano, ti schiacciano a terra, ti invecchiano e ostentano pacchianamente la volgarità di cui non c’è traccia nella tua splendida anima!

    September 12, 2005

    Non sottovalutare l’inverno

    Filed under: Viaggi

    Non sottovalutate l’inverno dell’emisfero boreale!
    Da rivalutare, invece, l’inverno australe, a patto di non allontanarci troppo dall’equatore.
    Perché, dunque, non dovresti acciuffarne la coda, prima di tuffarti definitivamente nella nebbia, nel traffico, nell’overdose tossica di lavoro e di mondanità delle nostre metropoli invernali?
    Le vacanze non sono state come le avevi sognate? Concediti una settimana a Mauritius! Premierà la sconsideratezza delle scelte precedenti.
    Clima e panorama all’insegna della variabilità, mare ancora freddo, ma purissimo, vento onnipresente, suggestione delle palme che si piegano a lambire infinite spiagge di corallo bianco, selvaggeria ruba anima di Chamarel.
    Piegati con signorile rassegnazione ai villaggi vacanza all inclusive, se non puoi permetterti altro.
    Ma se puoi, trattati meglio: sappi che nell’île ci sono i migliori alberghi del mondo.
    Assaggia i cuori di palma.
    Se hai sete di esperienze spirituali, il piccolo Gange laverà la tua anima.
    Non maledirmi se pioverà, non affrontare la vacanza con questo stato d’animo, è inadatto alla stagione e all’isola. Non odiarla, scoprila: ti sorprenderà.
    Potrai sempre ritornare a Dicembre, quando rosseggerà molto più calda, rivestita dai fiori dell’acacia flamboyant.
    Se, durante le tardive vacanze, facendo shopping, indulgerete alla comprensibile tentazione di acquistare cloni di capi firmati (Armani, Hugo Boss e altri) vi supplico: non indossateli!
    Siate generosi!
    Al vostro ritorno, regalateli.
    Privilegiate tuttavia sorelle ingenue, come destinatarie della vostra munificenza. Scartate senza eccezioni amiche e fidanzate modaiole, informate su marchi e tendenze.
    Malgrado l’eccellenza dei cloni tessili, quelle viperette ingrate potrebbero riuscire a crocifiggervi.
    Prima di scartare il suggerimento della vacanza tardiva, ricordatevi che l’abbronzatura U.V.A, per quanto curata, non regge il confronto, né visivo né tattile, con quella mauriziana:
    nell’île Maurice, la pelle assumerà un’inconfondibile sfumatura ambrata e una consistenza setosa, dovuta alla carezza levigante del vento e della sabbia corallina.
    Confortati dallo splendido aspetto, al ritorno potrete vantarvi senza pudore del vostro scampolo di vacanza.
    Consiglio: non dimenticate di lamentarvi almeno un po’, per la lunghezza del viaggio aereo o per la fatica immane che vi è costato preparare i bagagli.
    Oppure fingetevi sedentari recalcitranti, costretti al viaggio dal fidanzato, dall’amica…
    Lamentarsi è chic e distrae l’invidia di chi ci ascolta. Può essere che i più teneri fra i vostri adulatori giungano addirittura a consolarvi!